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suggerimendi di 1° soccorso

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Assideramento:
È la prolungata esposizione al freddo. Sintomi: intorpidimento, sonnolenza, barcollamento, diminuzione della vista, perdita di coscienza. Portate il paziente in un luogo caldo. Avvolgetelo in coperte o mettetelo in una vasca da bagno contenente acqua non molto calda. Quando si sarà riscaldato, asciugatelo accuratamente e copritelo con coperte di lana. Dategli bevande calde, non alcoliche, se non ha perduto la conoscenza. Badate che non si arresti il respiro e, se è necessario, eseguite la respirazione bocca a bocca. Vedi Congelamento.

Avvelenamento da ossido di carbonio:
L'ossido di carbonio è un gas incolore e inodore che uccide senza che la vittima se ne accorga. Può essere infiammabile ed esplosivo.
Un motore d'auto, lasciato acceso anche per poco tempo in una rimessa chiusa, può produrre una dose mortale di gas. L'odore dei gas di scarico non è dato dall'ossido di carbonio ma deriva dalla combustione di altre sostanze presenti nella benzina. L'ossido di carbonio è prodotto anche dalla combustione del legno e del carbone, dai fornelli o dalle graticole a carbone di legna, dai bruciatori di nafta difettosi, ecc. Il pericolo è particolarmente grave nei locali scarsamente ventilati.
I sintomi dell'avvelenamento da ossido di carbonio sono: mal di testa, vertigini, debolezza, difficoltà respiratoria, talora vomito, quindi collasso e perdita di coscienza. La pelle, le unghie delle mani, le labbra possono assumere un colore rosso vivo.
Primo soccorso: non respirate voi stessi l'aria dell'ambiente in cui è avvenuto l'incidente! Se l'infortunato si trova in un luogo di difficile accesso ricordate che il soccorritore deve:
"   indossare una maschera per proteggere il volto e gli occhi da fumi o vapori irritanti;
"   respirare l'aria erogata da una bombola;
"   essere assicurato ad una fune di sicurezza ed aiutato da altri soccorritori.
Portate subito il paziente all'aria aperta o aprite tutte le finestre e le porte. Iniziate subito la respirazione artificiale se il soggetto non respira o respira in modo irregolare. Verificate la necessità del massaggio cardiaco.
Tenete il paziente sdraiato e tranquillo per ridurre al minimo il suo consumo di ossigeno. Copritelo per tenerlo caldo. Chiamate un medico. Se la situazione appare grave, chiamate un'ambulanza o i vigili del fuoco o la polizia. Non trascurate di specificare la natura dell'incidente.

Avvelenamenti per ingestione:
Non fate nulla senza aver ascoltato i consigli del vostro medico o del Centro antiveleni. Dite di che veleno sospettate che si tratti. Leggete attentamente l'etichetta e conservate il recipiente del veleno per mostrarlo al medico. Seguite le istruzioni che vi verranno date.

Brividi:
I brividi precedono di solito la febbre e sono perciò un precoce segno di malattia. L'influenza, la polmonite, l'infezione urinaria, la malaria sono malattie in cui spesso la febbre è preceduta da brividi. Mettete a letto il paziente coprendolo con coperte, dategli una borsa d'acqua calda e tenetelo tranquillo. Potete dargli bevande calde, purché non alcoliche.

Colpo di calore - Colpo di sole:
Il soggetto colpito è debole irritabile, stordito, nauseato. Cessa di sudare e la pelle gli diventa calda e secca. La temperatura corporea sale rapidamente e può arrivare a 40°C o più. Il paziente può perdere la conoscenza.
Mettetelo subito in luogo fresco. Sdraiatelo all'ombra, con la testa e le spalle leggermente sollevate. Versategli addosso secchi di acqua fresca. Oppure avvolgetegli testa e corpo in asciugamani e lenzuola imbevuti di acqua fredda. Massaggiategli le gambe dirigendovi dai piedi in alto, verso il cuore. Dategli bevande fredde ma non stimolanti. Chiamate il medico.
I colpi di sole leggeri (mal di testa, spossatezza, vertigini, pelle fredda e sudata, talora svenimento) possono essere curati tenendo il paziente all'ombra (o in ambiente con aria condizionata) e applicandogli sulla testa asciugamani imbevuti di acqua fredda. Gli si possono far bere tre o quattro bicchieri di acqua fredda contenenti ciascuno mezzo cucchiaino di sale, uno ogni quarto d'ora.

Coma diabetico e reazione da eccesso di insulina:
Se qualcuno, senza ragioni apparenti, diviene confuso, incoerente o sviene può trattarsi di un diabetico in cui si manifesta un coma diabetico o una reazione da eccesso d'insulina (coma ipoglicemico). Questi vanno trattati in modo diverso.
La reazione da eccesso d'insulina è conseguenza dell'abbassamento eccessivo del livello dello zucchero nel sangue di un diabetico, causato dalla iniezione di una dose eccessiva di insulina. I sintomi compaiono rapidamente. Il malato è nervoso e suda, il suo alito ha odore normale, la lingua è umida, il polso frequente, il respiro superficiale. Può darsi che veda confuso e barcolli. Se è cosciente e può inghiottire, dategli zucchero sotto qualunque forma: dolciumi, zollette di zucchero, succhi di frutta o bevande dolci. Se non può inghiottire o se non si riprende subito, chiamate un medico o un'ambulanza.
Una eccessiva dose di ipoglicemizzanti orali (farmaci da prendere per bocca per la cura del diabete) determina una reazione simile a quella da eccesso d'insulina.
I sintomi del coma diabetico insorgono gradualmente. La pelle del diabetico diventa secca e arrossata, la lingua è secca, il suo comportamento è assonnato, il respiro pesante, l'alito assume un odore caratteristico di frutto o del preparato per togliere lo smalto dalle unghie (simile a quello dell'acetone).
Il coma diabetico richiede il pronto intervento del medico e l'immediato ricovero in ospedale se si vuole salvare la vita del paziente.

Congelamento:
Subito prima del congelamento, la pelle può apparire arrossata, ma con il procedere del congelamento la pelle diventa bianca o grigio-giallastra. Può esservi o no dolore.
Coprite la regione congelata con le mani calde, con indumenti o coperte. Non strofinate gli arti gelati e non applicatevi neve. Portate la persona colpita in luogo chiuso al più presto possibile e immergete la parte congelata in acqua che deve essere piacevolmente calda quando la proverete, immergendovi il gomito.
Non usate acqua bollente o comunque troppo calda (non oltre i 38 °C). Non applicate borse d'acqua calda o termofori e non tenete il paziente vicino a una stufa. Il calore eccessivo danneggia più che mai i tessuti. Date bevande calde (non alcoliche). Quando il paziente si è riscaldato esortatelo a muovere le parti colpite. Se occorre, medicate con garze sterili.

Convulsioni:
Durante le convulsioni le labbra del soggetto diventano blu, egli volge in alto gli occhi e getta indietro la testa, il corpo è scosso da contrazioni incontrollabili. Non cercate di frenare i movimenti convulsivi. Ponete il soggetto sul pavimento e tenetegli la testa girata da un lato per permettere alla saliva di uscire dalla bocca. Spostate i mobili affinché il paziente non si ferisca urtandovi contro. Mettetegli un fazzoletto arrotolato tra i denti per evitare che si morda la lingua. Se ha febbre, ponetegli sulla fronte un panno imbevuto di acqua fredda e praticate sul corpo spugnature con alcol o acqua fredda. Quando le convulsioni cessano, mettete il paziente nella posizione più comoda possibile e chiamate un medico.
In genere le convulsioni non durano più di pochi minuti. Possono essere casuali e inoffensive ma possono essere sintomo di una grave malattia o anche di fame.

Cuore - Attacco cardiaco:
I sintomi comuni dell'attacco di cuore sono: respiro molto affannoso e superficiale; dolore nella parte alta dell'addome; oppure dolore al petto che si estende talora alle braccia o al collo e alla testa. Il paziente può avere tosse insistente con emissione di secrezione rosea, schiumosa.
Chiamate l'ambulanza, esponete le condizioni del malato e seguite i consigli. Se il dolore dura già da oltre due minuti e le circostanze presenti fanno pensare ad un infarto, valutate la possibilità di provvedere voi stessi al trasporto del paziente in ospedale.
Aiutate il paziente a sistemarsi nella posizione che gli è più comoda (di solito si tratta di una posizione a metà tra quella seduta e quella distesa). Slacciate gli indumenti stretti (cintura, colletto, ecc.) e coprite il paziente per evitare che abbia freddo, ma non tanto da farlo sudare. Non tentate di far alzare il paziente o di spostarlo senza il controllo del medico. Non dategli alcuna bevanda senza il permesso del medico. Rimanete calmi e rassicurate il paziente. Esortatelo a respirare profondamente e lentamente e ad espirare dalla bocca.

 
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